
Mi sono presa una libertà. Saltiamo, in questa crociera virtuale, la giornata di navigazione fra Creta e Ashod.
Avremo ancora due giorni di navigazione, comunque, e nel prossimo faremo anche l'incontro dei blogger! (Scusa Filippo, quanto stavi organizzando sarà ok per la prossima occasione)
Costa Marina nella realtà della crociera i cui Today stiamo guardando, è giunta in Israele di domenica, e quindi così ci pareggiamo...
Ecco per voi il Today della giornata di Gerusalemme . Come vedete arriviamo al mattino presto, alle 8, per ripartire alle 20.
Dopo tanti anni il ritorno in Terra Santa è, per molti, un viaggio di scoperta, per altri, come me che ci sono stata nell'autunno 1999, proprio con Costa Marina, un viaggio nel ricordo (mi sembra passata una vita, ma le emozioni dei luoghi, vivissime!) Per tutti, di qualunque fede, senza alcun dubbio un viaggio nelle emozioni, o come ha detto qualcuno "un viaggio dell'anima."
Mi faccio raccontare direttamente da Antonella, la tour manager che ci accompagna in questa crociera virtuale con la sua esperienza recentissima e reale, di comunicarci le sue impressioni personali di questo Ritorno in Terra Santa. Eccole:
"Mi alzo di buon'ora e salgo sui ponti esterni per vedere l'ingresso in porto. Arriviamo ad Ashdod in una bella mattinata di sole.... a dir la verità meno calda di quello che ci attendevamo, una leggera brezza - inatteso regalo - ci accompagnerà poi nel corso dell'intera giornata."
"Mentre osservo l'ingresso in porto, penso che nessuna altro paese riesce ad offrire, in confini geografici così limitati, una così vasta gamma di impressioni contrastanti: dal silenzio misterioso del deserto ai vivaci resort turistici della costa; dalla più avanzata tecnologia alle antiche tradizioni religiose, da città sfacciatamente moderne a sonnolente campagne ombrose e piantate ad agrumi. Un paese che ha poco più di 60 anni, ma con un passato antichissimo di più di 3000 anni si storia."
"Nel frattempo abbiamo attraccato, mi precipito alla gangaway giusto in tempo per vedere le autorità che salgono a bordo. I controlli sono lenti, ma fluidi...dopo qualche momento otteniamo la libera pratica e scendo subito a terra con una delle mie tour escorts, munite delle immancabili palette e dei cartelli per i bus. Nel terminal facciamo pochi passi e veniamo subito fermate da un addetto alla sicurezza che ci chiede il landing card e ci dice: "Welcome to Israel, shalom!" Ecco...adesso sì che siamo veramente arrivati!"
"Decido di partire con l'ultimo pullman: prima tappa Gerusalemme.
Il paesaggio cambia in poco più di mezz'ora, dalla classica vegetazione costiera, tipica mediterranea, a un paesaggio collinare. La strada comincia a salire, Gerusalemme si trova a 800 metri d'altitudine, sulle colline della Giudea."
"Mi guardo attorno e osservo la luce" - continua nel suo racconto Antonella - "una luce che è propria di Israele, dorata, quasi rarefatta, quasi un pulvicolo che sembra confondersi con gli ocra che si spalmano in tutte le gradazioni sulla tavolozza di questa terra. Una luce dinamica, una luce “ballerina”.... la strada continua a salire e cresce di pari passo l'mpazienza d'arrivare.
Mi torna in mente quello che ci diceva la guida: in ebraico, per dire “ stiamo andando a Gerusalemme” si dice “stiamo salendo a Gerusalemme”, come se il viaggio di per sè fosse già un'ascesa, un modo di elevarsi... e mi dico che è proprio vero, nessuna'altra città, più di questa, rappresenta in tutti i sensi il vero volto del Sacro, non trovi, Fiora?"
Sì Antonella, ho gia' raccontato della mia escursione a Gerusalemme: ti assicuro che per me è stato il viaggio dei viaggi!
Prosegue Antonella: "La prima tappa è il Monte degli Ulivi, non c'è luogo più bello per ammirare la Città Vecchia, tutta rosa e dorata, con le mura ottomane che la circondano. Con cupole, minareti e campanili, con il Duomo della Roccia, con la Chiesa del Santo Sepolcro, con quella ortodossa dell'Ascensione... Una persona dietro di me la sento commentare: “Allah, Adonai Elhoim, o Gesù, che importa?? Qui soffia lo Spirito di Dio!” E spira anche un vento leggero che muove le fronde degli ulivi e ci regala un pò di refrigerio."
"Entriamo nella città vecchia dalla Porta di Damasco e raggiungiamo il Muro del Pianto. La guida ci racconta della distruzione del Tempio da parte di Tito, nel 70 dC. Guardo i nostri ospiti: seguono le spiegazioni di Esther, ma sopratutto ammirano le uniche vestigia della Gerusalemme bibilica e gli Ebrei che pregano, dondolandosi in avanti e indietro (perché anche il corpo deve partecipare alla preghiera.) Il luogo è vibrante di energia. "
"Imbocchiamo la Via Dolorosa alla V stazione dove, in larghi gradini inizia a salire verso la Chiesa del Santo Sepolcro. Ogni stazione è contrassegnata da una lapide in marmo e la Via diventa sempre più labirintica andando a intersecarsi col Souk Kan ez- Zeit: è un condensato di emozioni contrapposte, sicuramente indimenticabili. Dal sacro al profano. Dal momento di preghiera al vociferare dei venditori del bazaar. Da una pausa di quasi impossibile meditazione ai potenti effluvi delle spezie e degli incensi. Dalla severità di alcune cappelle ai colori allegri del souk brulicante di genti, di gruppi, di stranieri e di locali."
"E – quasi inatteso – ecco lo spiazzo antistante la Chiesa del Santo Sepolcro. Una signora mi dice:"Sa? Pensavo fosse più grande...” La piazza in effetti non è enorme. L'impressione tuttavia è di breve durata. Superato l'ingresso un senso di immensa sacralità avvolge tutti. La Chiesa racchiude le ultime 5 stazioni della Via Dolorosa, quelle più decisive, quelle che vanno dritte al Calvario. Quelle con le 3 ultime tappe della storia di Cristo: il Golgotha, la lastra dove fu deposto e il Sepolcro. Facciamo la visita seguendo questo ordine che la guida sapiemente ha scelto."
"E' un'esplosione di sentimenti, un terremoto di emozioni, un vortice di impressioni. Tutti pregano, osservano, meditano, riflettono, rielaborano. E' un crescendo inarrestabile e incontenibile di sensazioni finché – ridiscendendo a piano terra – arriviamo davanti al Sepolcro. E qui tutto si placa. Il tempo acquista singolarmente un'altra dimensione: si quieta, si ferma, si dilata in un'oasi di pace assoluta, di concreta, tangibile sacralità. Ci immergiamo in queta totale serenità e ne assaporiamo ogni attimo...il respiro si allunga in un ritmo di spontanea preghera."
"Usciamo e ci rendiamo conto che è l'ora di pranzo, che viene servito in un bell'hotel del centro: il buffet è ricco di piatti freschi, gustosi e saporiti. Tutti si deliziano. Dopo pranzato riprendiamo il bus e partiamo per la seconda tappa del nostro itinerario: Beth-lehem.
Si trova a circa 30 minuti da Gerusalemme, si trova in Cisgiordania, territorio palestinese, ed è separata dallo Stato Israeliano da un muro in cemento che corre tutt'attorno alla città.
Al blocco di polizia la guida israeliana scende dal bus e dopo pochi metri sale quella palestinese che ci condurrà all'interno della Chiesa per la visita alla Grotta della Natività. I tempi per il cambio guida e per il controllo dei documenti dell'autista sono ridotti. In un attimo siamo davanti alla Chiesa."
"Entriamo per la Porta dell'Umiltà, molto bassa, probabilmente per impedire ai cavalieri di entrare a cavallo. La guida palestinese parla un italiano assai buono e sembra anche molto ben preparata. Seguo il mio gruppo, poi – incuriosita - mi unisco a quello che ci ha preceduto. Rimango sorpresa dal fatto che questa guida, sempre palestinese, dopo le spiegazioni d'uso, da solo e per primo ha intonato un canto tipico della natività e a tutti sgorgano dal cuore della memoria le parole imparate da bambini “ ....e viene in una grotta al freddo e al gelo”.
Questo fuori programma, questo momento di improvviso ecumenismo mi strabilia. Una signora dice “ Me lo ricorderò per tutta la vita”...Anch'io, aggiungo dentro di me... "
"Facciamo ancora una breve passeggiata per raggiungere il bus e riprendiamo la strada del rientro. La strada per Ashdod, la strada per il porto e per la nostra nave. La giornata è ancora luminosa, il sole calerà solo molto più tardi. Ma è comunque l'ora che invita alla riflessione e ai ricordi...
E mentre guardo il pasesaggio che sfila sotto i miei occhi, ripenso ad alcune parole di un salmo che uno dei nostri cappellani di bordo mi trascrisse parecchi anni fa :
“Quelli che scendono in mare per far traffici sulle grandi acque,
questi vedono le opere del Signore e i suoi prodigi sul mare profondo”
Salmo 107 – 23.24
