
"Durante i nostri talks - mi dice la nostra Tour Manager, Antonella - abbiamo invitato tutti gli ospiti a salire sui ponti esterni per ammirare l'arrivo nel golfo di Nauplia."
Oggi siamo in rada, la nave getta l'ancora a qualche miglio di distanza dal porticciolo e sbarchiamo quindi con le lance di bordo.
Ecco qui il Today di questa giornata/a>.
Nauplia è una meta di grande fascino, non consueta. Abbiamo bisogno della nostra guida esperta. Antonella, ci racconti tu? e ci accompagni in escursione?
"Volentierissimo! Stamani entriamo nel Golfo di Argolide, sui cui Nauplia si adagia. Vedete? ci appare il Castello veneziano di Palamidi, il golfo, la piana d'Argolide, le coste del Peloponneso. Iniziamo a distinguere la cittadina sviluppatasi attorno alla baia. Mentre arriva il pilota, ascolto una coppia spagnola che commenta: “ Certo è un bel vantaggio arrivare per mare: si scopre a poco a poco un paese prima ancora di avervi messo piede!”
"Partirò con la primissima lancia, in modo da poter verificare che sia tutto a posto in banchina. Le mete principali delle escursioni da Nauplia sono Micene e Epidauro" - continua la nostra amica Tour Manager.
"Micene, la città degli Atridi, occupa un sito selvaggio su una collina circondata da una corona di aspre montagne. Rovine severe e orgogliose che evocano il ricordo di questa città fortezza, “ricca d'oro”, come raccontava Omero, da cui nacque la civiltà micenea.
I primi scavi furono condotti nell'Ottocento dal famoso archeologo Schlieman, che era alla ricerca della Tomba di Agamennone, e portò alla luce la famosa "Porta dei Leoni", arco d'entrata alla città. L'esperienza è forte, è una visita che prende e non solo culturalmente." osserva la Tour Manager.
"Dal sito selvaggio e aspro di Micene, alle colline dolci ombreggiate da pini profumati e oleandri rosa di Epidauro. Leggermente staccato dal Santuario di Esculapio, il Teatro è sicuramente uno dei più belli dell'antichità per la bellezza dell'ambiente, la maestosità delle linee, l'armonia delle proporzioni. Poteva accogliere 14.000 spettatori, comodamente seduti su 55 file di gradini. Ma non è questo che stupisce.
Quello che meraviglia è il suono: al centro della cavea, in basso, la guida impone il silenzio e con un gesto teatrale, secco e deciso, apre il ventaglio e lo muove con mosse lente e precise. Il suono prima si dilata e si espande e poi sale senza deformarsi minimamente fino in cima all'ampia conca, all'aperto, sino ad oltre 22 metri, sino all'ultimo posto dell'ultimo gradino!!"
Un'esperienza molto singolare, sono d'accordo, Antonella! Quando ci andai io, la guida accese un fiammifero... stupefacente! se pensi, poi, quale acustica c'è in certi teatri di città! e qui siamo in un teatro del IV secolo avanti Cristo, insomma, di oltre duemila anni fa!
Rientriamo a bordo. Chi ama la navigazione turistica non mancherà di andare sul ponte per ammirare la partenza...
E poi subito a prepararsi in cabina: questa sera, cena italiana!
Siamo verso la fine della nostra crociera.
Domani ancora una giornata di navigazione e poi, sbarco a Napoli e quindi a Savona.
Prima di piangere... divertiamoci ancora!